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Note biografiche
Piero Dorazio nasce a Roma il 29 giugno 1927. Nella capitale
compie gli studi primari e secondari, frequentando il liceo classico
“Giulio Cesare”. La sua vocazione per la pittura nasce in
giovanissima età, vedendo altri dipingere, apprendendo i primi
rudimenti del mestiere presso alcune pittrici di arte sacra. Tra il
1940 e il 1942, insieme agli amici Achille Perilli, Lucio Manisco e
Angiolo Bandinelli frequenta lo studio del pittore Aldo Bandinelli che
gli insegna la tecnica della pittura ad olio. Ai primissimi anni
Quaranta risalgono appunto le prove pittoriche iniziali di Dorazio, con
paesaggi della campagna romana, nature morte, figure d’osteria o
di periferia. Conseguita la maturità si iscrive alla
Facoltà di Architettura, frequentandola per cinque anni ma
abbandonando poi il diploma di laurea per dedicarsi solo alla pittura.
In occasione di una mostra di studenti romani organizzata al
“Giulio Cesare”, Dorazio, Guerrini, Manisco e Perilli
conoscono Carlo Aymonino, Carlo Busiri Vici, Alfio Barbagallo, Renzo
Vespignani e insieme a loro fondano il “Gruppo Arte
Sociale”, a cui si aggregano poi altri pittori, Armando Buratti,
Giovanni Muccini, Graziella Urbinati, Spartaco Zianna. Il GAS pubblica
la rivista “La Fabbrica” alla quale collaborano altri
artisti. Dorazio vi pubblica la sua “Ode alla periferia”.
Inoltre portano una loro mostra nelle strade di Roma, cominciando da
Via Veneto davanti alla Galleria del Secolo. L’esperienza del
“G.A.S.” si conclude alla fine del ‘46 per divergenze
artistiche e politiche dei suoi esponenti. Tramite Aymonino, Dorazio e
i suoi amici conoscono Renato Guttuso e frequentano il suo studio in
Via Margutta, nodale luogo d’incontro di artisti e intellettuali.
Dorazio, Guerrini, Manisco, Perilli e A.M. Ripellino si oppongono
precocemente al populismo e alle tesi del realismo socialista allineate
ai dogmi di Zdhanov che erano invece sostenute dai pittori e dagli
intellettuali comunisti. Dorazio assiste inoltre ai corsi universitari
di Ungaretti su Leopardi e alle lezioni di Lionello Venturi
sull’arte medievale, sull’Impressionismo e su
Cézanne, frequentando anche lo studio di Gino Severini.
Nel ‘46 Dorazio, Guerrini e Perilli conoscono nello studio di
Guttuso i pittori Carla Accardi, Ugo Attardi, Antonio Sanfilippo. Dalle
loro discussioni con Giulio Turcato, Angelo Maria Ripellino, Lucio
Manisco e Pietro Consagra nasce il Gruppo “Forma 1” e il
manifesto del “Formalismo”.
Nella Pasqua del ‘47 Dorazio si reca a Parigi, durante
l’estate dello stesso anno va a Praga con Guerrini e Perilli per
partecipare al “Primo Festival mondiale della
gioventù”. In ottobre Dorazio parte di nuovo per Parigi
con una Borsa di Studio del Governo Francese e vi si trattiene per
quasi un anno frequentando i grandi Maestri, da Matisse a Braque, a
Léger, Le Corbusier, Arp e Pevsner, partecipa al “Salon
des Realités Nouvelles”.
Nel 1949 Dorazio, Guerrini, Manisco e Perilli presentano a Roma nel
negozio di Tanino Chiurazzi la mostra: “Arte Concreta”.
L’anno successivo Dorazio, Guerrini e Perilli aprono
all’angolo di Piazza di Spagna con Via del Babuino, una
galleria-libreria concepita come ritrovo internazionale degli artisti
d’avanguardia: “L’Age d’Or”.
Nel 1951 Dorazio scopre che Giacomo Balla è ancora vivo ma
completamente dimenticato nella sua abitazione, in Via Oslavia, e
inizia a frequentarlo. A Roma, “L’Age d’Or” si
trasforma in “Fondazione Origine”, in collegamento con il
gruppo omonimo. Lo stesso anno 1951 Dorazio partecipa alla Triennale di
Milano dove ottiene un premio ed è invitato a una Mostra
collettiva al S. R. Guggenheim Museum di New York. Viene nominato
corrispondente in Italia delle riviste “L’Architecture
d’Aujourd’hui” e “Art
d’Aujourd’hui” dal direttore André Bloc.
Con l’Art Club e l’Age d’Or organizza la I e la II
Mostra Nazionale d’Arte Astratta nel 1948 alla Galleria di Roma e
nel 1951 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna.
Nel 1952, collabora alla Fondazione “Origine”, programma e
pubblica con Colla, la rivista “Arti Visive”. Partecipa con
tre disegni alla XXVI Biennale di Venezia.
Invitato dall’Università di Harvard, nel 1953 si
stabilisce per un anno negli Stati Uniti dove presenta le prime mostre
personali alla Galleria Wittenborn e nel 1954 alla Rose Fried Gallery,
incontra e frequenta i nuovi Maestri Americani, da De Kooning a
Motherwell, Rothko, Pollock e Barney Newman.
Nel 1955, pubblica a Roma il libro “La Fantasia dell’Arte
nella vita moderna”. Il primo compendio sull’arte
contemporanea internazionale apparso in Italia. Insieme a Perilli e con
l’Art Club organizza la mostra “L’Arte Moderna nella
civiltà meccanica” alla Galleria Nazionale d’Arte
Moderna di Roma.
Nell’aprile 1955, inaugura a Milano la Galleria Apollinaire con
una mostra dei suoi rilievi bianchi già esposti a New York. Nel
1957 presenta a Roma la sua prima mostra alla Galleria “La
Tartaruga”. Vince allora il I Premio per la pittura del Ministero
della Pubblica Istruzione.
Nel 1959 alla Galleria Springer di Berlino espone una raccolta dei suoi
dipinti “monocromi”. Poi è invitato alla mostra
“Monochrome Malerei” a Leverkusen.
Dal 1960 organizza e dirige il dipartimento della Pittura, Scultura e
Grafica della School of Fine Arts dell’University of
Pennsylvania, dove viene nominato Direttore e insegna un semestre
all’anno fino al 1970. Abita a Filadelfia e a New York.
Nel 1960 espone con una mostra personale alla XXX Biennale di Venezia.
Nel 1961 gli vengono assegnati a Parigi il “Prix Kandinsky”
e il “Premio Internazionale della Biennale di Parigi”. Il
Kunstverein di Düsseldorf presenta una sua ampia mostra antologica
con prefazione di Will Grohmann. Nel 1961 è presente con una
personale alla Biennale di San Paolo del Brasile.
Dal 1962 al 1965 partecipa alla fondazione e alle mostre del Gruppo “Zero” di Düsseldorf.
Nel 1964 presenta un’ampia mostra personale a Roma alla Galleria
Marlborough che sarà trasferita nella stessa galleria nel 1965 a
New York, dove partecipa anche alla mostra “The responsive
eye”.
Nel 1966 la sua mostra personale alla Galleria Erker di San Gallo
è presentata con un testo e un discorso da Giuseppe Ungaretti,
insieme a lui inizia la serie di litografie e di poesie del libro
bibliofilo “La Luce”, Edizioni Erker. In giugno inaugura
un’ampia mostra personale alla Biennale di Venezia. Presenta una
mostra personale alla Galleria Marlborough di Londra. Nel 1968 presenta
due mostre antologiche a Berlino (Haus am Waldsee) e al Museo Civico di
Belgrado.
Nel 1968 soggiorna 8 mesi a Berlino con un premio all’Accademia (D.A.A.D.).
Nel 1969 la Marlborough Gallery allestisce a New York una sua ampia mostra personale.
Nel 1970 gli viene assegnato il Premio Internazionale per la grafica
“Città di Cracovia” ed è nominato Commissario
alla Biennale di Venezia. Partecipa alla mostra “Plusby
Minus” alla Knox Albright Art Gallery di Buffalo.
Nel 1974 si stabilisce a Todi in Umbria, dove il Comune di Todi
allestisce una sua grande mostra antologica nella “Sala delle
Pietre”, nel 1975.
Nel 1977 la Galleria André Emmerich presenta una sua mostra personale.
Nel 1978 organizza a Todi una Scuola Laboratorio per la Ceramica Moderna.
Dal 1979 iniziando dal Musée d’Art Moderne de la Ville de
Paris, una sua ampia Mostra Antologica viaggia negli Stati Uniti e in
Germania e si conclude a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte
Modera (1983).
Nel 1984 inizia la sua collaborazione al “Corriere della Sera” con articoli di critica d’arte.
Nel 1986 viene insignito del Premio del Presidente della Repubblica
dall’Accademia di San Luca e viene associato alla stessa.
Presenta una mostra a New York alla Galleria Achim Moeller
“Lavori su carta. 1957-1985”.
Nel 1985 e ‘86 debutta a Tokyo con due mostre personali alle gallerie Seibu e Face.
Nel 1987 partecipa alla mostra del Gruppo “Forma 1” nei Musei di Bourg en Brasse e di Darmstadt (Matildenhohe).
Nel 1988 é presente con una mostra personale alla Biennale di Venezia.
Nel 1989 rifiuta di partecipare alla Mostra XXth century Italian Art
alla Royal Academy di Londra e presenta una mostra personale a Milano e
poi, un’ampia mostra antologica a Mantova presso la Casa del
Mantegna, quindi nelle Gallerie Comunali di Cesena e di Viareggio.
Nel 1990 partecipa alla Biennale di Venezia. Organizza alla Rocca
Paolina a Perugia la mostra rassegna degli artisti del centro Italia
“Ad Villam”. L’anno successivo progetta e inaugura un
grande mosaico (5x80 metri) per l’Italmosaic di Spilimbergo.
Nel 1990 presenta una mostra personale alla Galleria Erker di San Gallo
e una grande Mostra Antologica al Museo di Grenoble e alla Galleria
Civica di Bologna curata da Nathalie Vernizzi.
Nel 1991 presenta ad Osaka un’esposizione di sue opere su carta
dal 1946 all’89 e poi organizza la mostra dedicata a Ezra Pound,
“Beauty is difficult” per il Museo di Bolzano. Seguono
mostre personali alla Galleria Il Segno a Roma e con
“Cartografie” e sculture degli anni 1951-56 alla Versiliana
a Marina di Pietrasanta. Un’ampia rassegna di lavori su carta
(1946-1992) viene presentata al Kunstverein di Ludwigshafen e poi alla
Erker Galerie di St. Gallen.
Nel 1992 arreda con una vasta composizione di mosaici la Banca CARIPE a
Pescara. A Milano la Galleria Lorenzelli allestisce una grande
esposizione dei suoi ultimi lavori. Segue alla Galleria Pananti di
Firenze, un’ampia selezione di dipinti recenti. é nominato
membro della Akademie der Kunste di Berlino e dell’Accademia San
Luca a Roma, dove gli viene assegnato il Premio “Alcide De
Gasperi”.
Nel 1993 a Parigi, la Galleria Artcurial allestisce una grande mostra
di disegni, acquarelli e oggetti progettati dall’artista
(gioielli, porcellane, vetri, tappeti).
Fra il 1993 e il ‘96 redige per il Comune di Roma un programma
artistico per la Capitale, “Arte per Roma”, nel quale
figurano il restauro delle Stazioni della Metropolitana con grandi
mosaici di artisti internazionali e il Concorso per la costruzione di
un quartiere di Studi per le Arti al Borghetto Flaminio. Esegue un
grande mosaico per la stazione della Metropolitana
“Colosseo”.
Nel 1994 il Museo Civico di Atene presenta una sua ampia mostra antologica.
Nel 1995 partecipa a Ginevra alla mostra internazionale “Les
figures de la Liberté” e poi, Mario Luzi presenta una sua
mostra a San Gallo alla Erker Galerie insieme a un suo libro di poesie
illustrato dall’artista.
Nel 1996 partecipa al Centro Pompidou di Parigi, alla mostra
internazionale “Face a l’Histoire”. La Calcografia
Nazionale a Roma presenta una mostra retrospettiva delle sue incisioni
insieme al “catalogo generale” (1962-1993) edito da Pananti
(Firenze).
Nel 1998 la Città di Belluno presenta la mostra “50 anni
di lavori su carta” 1948-1998 al Palazzo Crepadonna.
Nel 1999 esegue una grande vetrata a colori per il Centro Sociale di
Acilia (Roma). Una grande mostra antologica degli anni
‘60-‘70 viene presentata da Nathalie Vernizzi al Padiglione
Arte Contemporanea del Comune di Milano. A Roma lo “Studio
Angeletti” allestisce una mostra retrospettiva delle sue
“cartografie” e sculture degli anni ‘50-‘56.
Personale alla galleria L’Incontro di Chiari dal titolo
“Col ritmo del colore” con testo critico di Guido Ballo.
Nel 2000 la Dresden Bank di Heidelberg inaugura la sua nuova sede
automatizzata con una mostra di Dorazio. Segue una raccolta di dipinti
degli anni ‘54-‘60 alla Galleria Achim Moeller di New York
presentata da Francis M. Naumann. La Fondazione “CARIMA” di
Macerata gli assegna il celebre “Premio Scipione”.
Nel 2001 il Museo di Bolzano allestisce una vasta mostra antologica
curata da Nathalie Vernizzi, dove ogni serie di dipinti é
associata alle composizioni dei grandi Maestri del jazz (Dorazio-jazz).
Nel 2000 la Galleria Achim Moeller presenta a New York una selezione dei suoi dipinti 1954-1959.
Nel 2002 presenta due mostre delle opere degli anni 1955-1965 a Roma
(Gallerie Ulisse) e 1950-1955 a Milano (Galleria Cappelletti). A
Ravensburg la Galleria Aras presenta un’ampia antologica con
opere degli anni 1946-2002. Altre mostre a New York, Galerie Achim
Moeller, a Stuttgart, Galerie Valentien a St. Gallen, Galerie Im Erker.
Un’altra retrospettiva viene presentata a Rodi dalla Pinacoteca
Civica.
È del 2003 la mostra alla Galleria Ivam di Valencia e poi al Museo Casa Rusca di Locarno.
Nel 2004, esposizioni alla Galleria Achim Moeller a New York, alla Galerie Valentien, Stuttgart.
Piero Dorazio muore il 17 maggio 2005.
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